“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”
Il 19 luglio del 1992 un’autobomba, in Via D’Amelio a Palermo, uccise Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta con un impiego di mezzi ed una pianificazione di inaudita violenza.
Protagonista del Pool investigativo negli Anni ’80, collaborando con i giudici Chinnici, Falcone, Di Lello e Guarnotta, Paolo Borsellino costituì il baluardo più alto a difesa della legalità nella Procura di Palermo. Il suo è un grande lascito non solo morale ma di buone pratiche ed eccellente metodo d’indagine.
L’amministrazione comunale, nel ricordare la tragica data della scomparsa di Borsellino, sottolinea che la legalità, la libertà e la giustizia sono valori che devono essere continuamente diffusi e difesi.











































